Articoli marcati con tag ‘Arte tessile antica’

Nuovo allestimento per la Sala Tessuti di Palazzo Madama, Torino

Mercoledì, 7 Luglio 2010

Fino al 31 dicembre 2010, Palazzo Madama a Torino offre la possibilità di ammirare il nuovo allestimento della Sala dei Tessuti, in ci sono presentati 95 degli oltre 450 manufatti che compongono la ricchissima collezione museale di merletti e ricami.

La selezione ripercorre la storia del merletto ed offre approfondimenti sulle tecniche, sulla moda e sull’uso, sul suo valore simbolico:ventagli, grembiuli, cuffie, fazzoletti, colletti, reticelli rinascimentali, i gros points alla moda di Venezia, i leggerissimi bordi e barbes del Settecento fiammingo, i pizzi ottocenteschi eseguiti a macchina,

Il nuovo allestimento coinvolge tutto il museo di Palazzo Madama; i visitatori troveranno segnalazioni di opere che richiamano i temi del merletto e approfondimenti sulla storia del costume; nell’Atelier allestito in Torre Romana, accanto a Sala Tessuti, sarà possibile creare con i materiali e le istruzioni a disposizione, una gorgiera o un collettone come quelli visti nei ritratti seicenteschi.

Particolare risalto è dato al dialogo con l’arte contemporanea: tre fiber artist di fama internazionale (Wanda Casaril, Gina Morandini e Thessy Schoenholzer Nichols) hanno riletto i preziosi intrecci che hanno fatto la storia del tessuto e della moda, creando una serie di opere esposte accanto agli esemplari antichi.

Infine, nella Sala Relax, i giovani allievi del corso di Fashion and Textile Design dello IED espongono alcune proposte sartoriali, in cui riflettono sul concetto di intreccio e di nodo, di pieno e di vuoto.

Riapre il museo bizantino di Atene

Venerdì, 11 Giugno 2010

Dopo dieci anni di chiusura, il 26 maggio 2010 è stato riaperto il Museo di Arte Cristiana a Bizantina di Atene (Byzantine and Christian Museum Athen).

Le opere esposte coprono un arco temporale che val dal III secolo dopo Cristo al Novecento e comprendono dipinti su tela e tavola, mosaici, ceramiche sculture, manoscritti e più di 1000 manufatti tessili, a cui è dedicata una sezione del museo.

I tessuti provengono dalla Grecia, dai Balcani e dall’Asia Minore. Il primo nucleo della collezione fu raccolto dalla Christian Archaeological Society e venne poi aumentato da numerosi lasciti e dai tessuti portati in Grecia da rifugiati scappati dall’Asia Minore nel 1922.

La collezione di tessuti bizantini è costituita in gran parte da paramenti religiosi e liturgici, creati soprattutto con tessuti provenienti dall’Europa e dall’Asia, e da ricami in oro e metalli preziosi risalenti al XIV/XV secolo. La tecnica del ricamo godette di grande popolarità nell’area dell’impero bizantino e, anche dopo la caduta nella mani turche (1453), Costantinopoli rimase un centro importante per il ricamo. Nei secoli successivi, i ricamatori di area greca continuarono riprodurre i modelli del XV secolo; spesso gli artigiani, perfettamente consapevoli delle loro capacità artistiche, firmavano il lavoro. Ogni indumento liturgico ha un nome specifico ed è legato alla liturgia ortodossa, come gli epitaphioi (vestiti usati nella cerimonia del venerdì santo) o gli antimensia (tessuti in lino consacrati con l’olio santo che permettevano di celebrare la messa ovunque, anche in battaglia).

Gli arazzi del Quirinale

Venerdì, 30 Aprile 2010

È stata inaugurata ieri la mostra “Giuseppe negli arazzi di Pontormo e Bronzino. Viaggio tra i tesori del Quirinale”, un’occasione unica per ammirare parte della collezione di arazzi del Quirinale, il palazzo romano in cui vive il Capo dello Stato.

Si tratta di dieci dei venti arazzi commissionati da Cosimo I de’Medici a partire dal 1545 per rivestire integralmente la Sala dei Duecento a Palazzo Vecchio a Firenze, dove attualmente si trova l’altra metà della serie. I cartoni di questi arazzi, imponenti e magnifici, sono opera di grandi artisti del XVI secolo: commissionati a Pontormo, vennero poi portati a termine dal Bronzino, uno dei pittori favoriti dalla famiglia Medici (sono suoi i celeberrimi ritratti di Cosimo I de’ Medici e di Eleonora di Toledo conservati agli Uffizi di Firenze). Gli arazzi del Quirinale narrano, attraverso grandiose e raffinatissime immagini di gusto manierista, la storia di Giuseppe, un racconto particolarmente amato dai Medici, che vi rivedevano le vicende della propria famiglia. Gli arazzieri erano fiamminghi: Nicolas Karcher (sottratto alla corte mantovana dei Gonzaga) e Jan Rost (che firmò le opere con l’immagine di un pollo allo spiedo, scherzando sull’assonanza “rost-arrostire”).

I dieci pezzi in mostra sono arrivati a noi in pessime condizioni a causa della loro lunga esposizione alla luce nei decenni precedenti. I restauri non sono ancora completi; otto arazzi hanno subito l’operazione di restauro, sul nono è in corso d’opera l’intervento (il cui work in progress è visibile in mostra), il decimo è ancora nelle condizioni pre – restauro.

Il Quirinale chiuderà la mostra il 30 giugno, qualche giorno dopo la fine della mostra a Mantova sugli arazzi dei Gonzaga, un altro grande evento che vede protagoniste queste opere tessili, preziose e ammirate sin dal momento delle loro creazione.

Crivelli e l’arte tessile

Martedì, 23 Febbraio 2010

Continua fino al 28 di marzo la mostra “Crivelli e Brera” presso la Pinacoteca di Brera a Milano. L’occasione è unica: si possono ammirare riuniti tutti i capolavori del grande maestro veneziano (vissuto nella seconda metà del XV secolo), giunti a Brera nel 1811 dalla Marche, a seguito delle spoliazioni napoleoniche, e che, in parte, lasciarono definitivamente l’Italia nei decenni successivi.

Accanto alle opere di Crivelli, trova spazio un ricco repertorio di oggetti appartenenti alle “arti minori”, coevi a Crivelli e rappresentati dal pittore stesso nelle opere in mostra: reliquari, oreficerie, stampe e, soprattutto, tappeti orientali e tessuti. La ricca sezione tessile è stata curata dall’Associazione MATAM (Museo di Arte Tessile Antica Milano), che in questa occasione ha riunito in mostra due dei quattro tappeti anatolici “Crivelli” ancora esistenti (dalle collezioni del Museo di Arti Applicate di Budapest e dalla Collezione Orient Stars), un tappeto Holbein “a disegno grande”, unico per le dimensioni e lo stato di conservazione (appartenente alla collezione del futuro Museo MATAM), un frammento di damasco bicolore proveniente dal Museo del Tessuto di Prato, un paliotto conservato al Museo Diocesano di Ancona e un velluto a cammino. Le opere tessili, tutte databili al XV secolo, sono esposte esattamente accanto ai quadri in cui sono raffigurate, sottolineandone così l’importanza come fonti di ispirazione e suggestione per Carlo Crivelli; i tappeti, in particolar modo, erano infatti già all’epoca manufatti rari e preziosi, con una dignità pari a quella di altre oggetti artistici.

Come ulteriore aggiunta a questo progetto, l’Associazione MATAM ha pubblicato con Mondadori Electa il volume “Crivelli e l’arte tessile. I tappeti e i tessuti di Carlo Crivelli”. Il libro offre un approfondimento sui tappeti e sui tessuti dipinti nelle opere del pittore veneziano durante il periodo marchigiano. Accanto agli studi sul tappeto anatolico e sulle sue raffigurazioni nella pittura italiana di ambito veneto e marchigiano sono stati affiancati alle ricerche archivistiche e documentarie effettuate sul territorio delle Marche, con lo scopo di approfondire la storia economica legata al commercio di tappeti tra Italia e vicino Oriente. Il volume è stato presentato il 4 febbraio all’interno di una giornata di studi e che si è conclusa con la serata d’onore presso la Pinacoteca di Brera, eccezionalmente aperta per l’occasione.

Il MATAM alla Permanente di Milano

Mercoledì, 1 Aprile 2009

In occasione della manifestazione “Collezioni d’Arte Antica Moderna e Alto Antiquariato – edizione 2009”, presso la Permanente di Milano, dal 31 marzo al 5 aprile, la Fondazione MATAM espone in anteprima due preziosi tappeti antichi della sua collezione, destinati al Museo d’Arte Tessile Antica di Milano.

I due manufatti, unici e in ottimo stato di conservazione, sono un’anteprima significativa di ciò che sarà esposto nelle sale del museo, la cui apertura è prevista per il 2011.

Si tratta di un tappeto persiano “Isfahan” risalente alla metà del XVI secolo, in stile di corte del primo periodo safavide, con figurazioni di animali in lotta e animali mitologici, e di un grande tappeto egiziano “Cairo”, risalente 1550-1575, in stile ottomano, con medaglione centrale e decorazioni a palmette di loto tondeggianti, sia sul campo che sulle bordure.

Come ricorda Moshe Tabibnia (Rachele Ferrario, Corriere della Sera, sabato 28 marzo 2009) nel MATAM troveranno spazio non solo i tappeti d’alta epoca, databili fino alla fine del XVIII secolo, ma anche i manufatti “antichi”, risalenti al XIX secolo: “ […] In genere l’Ottocento non viene mai preso in considerazione […]. Si preferisce esporre i manufatti dell’epoca più classica dell’arte tessile. Invece il XIX secolo è interessante[…]: americani ed europei vanno nei laboratori in Iran e “impongono” esigenze di mercato e di stile, modificano dimensioni e riprendono disegni di epoche passate.”.

Arazzi pasquali

Mercoledì, 25 Marzo 2009

Dal 23 marzo la cattedrale di St. John a New York espone due dei dodici arazzi della serie “Barberini”, acquisiti dalla cattedrale americana nel 1891. I pezzi scelti sono “La Crocifissione” e “L’orazione nell’orto”; i cartoni degli arazzi furono creati a metà del XVII secolo da Giovanni Francesco Romanelli e commissionati dal Cardinale Barberini per conto del Papa Urbano VIII.

È la prima volta che vengono esposti al pubblico dopo il devastante incendio dal 2001, che distrusse gran parte dell’edificio. Gli arazzi, restaurati con un intervento conservativo dal Textile Conservation Laboratory della cattedrale, spiccano per i vividi colori originali e per i particolari curiosi, come le api nell’angolo vicino alla bordura, insetti simbolo della famiglia Barberini stessa.

L’arcivescovo di New York ha sottolineato la scelta esporli proprio durante la Quaresima, in occasione cioè del periodo liturgico per il quale furono probabilmente realizzati.  

Nasce la Fondazione MATAM

Mercoledì, 11 Febbraio 2009

Modellino MATAMSi è ufficialmente costituita la Fondazione MATAM, l’ente che curerà la realizzazione dell’omonimo museo, il Museo di Arte Tessile Antica di Milano.

Grazie al lavoro della Fondazione, la città di Milano, capitale del tappeto da collezione, avrà presto un museo interamente dedicato ai tessili e ai tappeti antichi. Il museo troverà spazio nel cuore di Brera e la sua apertura è prevista per il 2011.

Il MATAM si preannuncia un unicum per l’Italia e l’Europa, un luogo in cui, accanto alla conservazione ed esposizione delle collezioni, troveranno spazio mostre ed eventi culturali di respiro internazionale, il tutto contraddistinto da un grande impegno qualitativo, elemento a cui la fondazione MATAM crede fortemente.

La foto illustra il progetto a cura dello studio dell’Ing. Arch. Franco Gerosa.